John Podesta e gli UFO

john-podesta-1John Podesta (in British-American con l’accento grave di pronuncia sulla “e”, quindi con suono aperto) è nato a Chicago l’8 gennaio 1949 da padre di origini italo-americane e da madre di origine greca mentre il nonno emigrò in USA al volgere del secolo e fece lo scaricatore di porto. Si è diplomato nel 1967 alla Lane Technical High School, quindi ha preso una prima laurea presso il Knox College di Galesburg (Illinois) ed una seconda laurea presso il Georgetown University Law Center dove, attualmente, è “visiting professor”. Oltreché noto giurista, egli è anche uno dei più famosi politici statunitensi grazie agli incarichi che ha ricoperto prima come Capo di Gabinetto della White House al tempo del presidente degli Stati Uniti Bill Clinton, poi in qualità di copresidente nella delicata fase di transizione iniziale dell’amministrazione Obama (Transition Team). Oltre a tali prestigiosi incarichi, come avvocato egli ha anche lavorato per il Dipartimento di Giustizia per l’Honors Program in the Land and Natural Resources (1976-1977) e per la Action, ovvero l’Agenzia governativa di volontariato (1978-1979).

Ma perché ci occupiamo di un politico come John Podesta? E perché mai è così famoso fra la comunità ufologica mondiale? Le risposte sono molteplici. Innanzitutto egli è stato a capo del Gabinetto politico di Bill Clinton, ovvero ha ricoperto il delicatissimo ruolo di portavoce ufficiale dell’ex presidente il quale, è cosa nota, è ancora assai interessato all’argomento ufologico ed i ricercatori americani hanno diffuso da tempo un’abbondante documentazione sulle sue telefonate, sui suoi incontri ufficiali e perfino su quelli privati (ufologicamente parlando!) nonché sulle corrispondenze varie che egli avrebbe tenuto con differenti personalità, in cui l’argomento principale erano gli UFO. Clinton, inoltre, ha tenuto rapporti ufficiali, alla luce del sole, con l’associazione Project Starlight Coalition, formata da ricercatori, scienziati, politici e semplici cittadini che si pone come unico obiettivo quello di creare le basi per un eventuale futuro rapporto di pace con civiltà aliene.

Per quel che riguarda invece Podesta, si sa che egli è un fan sfegatato di Fox Mulder (David Duchovny) e Dana Scully (Gillian Anderson), ovvero dei protagonisti della serie televisiva “The X-Files”. Sempre i suddetti ricercatori statunitensi ci hanno poi fatto sapere che Podesta, nel periodo dal 1988 al 1999, ha tenuto un’importante corrispondenza via Internet in cui avrebbe parlato diverse volte della suddetta serie televisiva ma anche di misteriosi oggetti volanti e della ben più nota Area 51.

Egli, durante una conferenza stampa tenutasi il 14 novembre 2007, promossa presso il National Press Club ed avente come scopo il “Disclosure Project” o “Progetto divulgazione”, assurse agli onori della cronaca ufologica mondiale poiché chiese ufficialmente ai governo mondiali di aprire il “Libro sugli UFO” con queste esatte parole: «I think it’s time to open the books on questions that have remained in the dark on the question of UFOs. It’s time to find out what the truth really is that’s out there… We ought to do it because the American people, quiete frankly, can handle the truth and we ought to do it because it is the law“.

Ovvero “Penso che sia tempo di aprire i libri sui quesiti che sono rimasti nell’oscurità del problema degli UFO. È il tempo di scoprire quale verità realmente si trovi là fuori. Bisognerebbe che noi lo facessimo perché il popolo americano, davvero francamente, è in grado di gestire la verità e noi dovremmo farlo perché è la legge“.

Egli, con quelle parole, salì sull’Empireo (accento sulla “i”), il settimo cielo o cielo più alto della conoscenza, divenendo così un mito per ogni ufologo, ma accadde un fatto strano per il quale, appunto, stiamo scrivendo questo articolo.

La giornalista Leslie Kean pubblicò, per i tipi della Harmony Books, il libro “UFOs: generals, pilots and governments officials go on the record“, in collaborazione con altre dodici persone che, in un modo o nell’altro hanno avuto a che fare col mistero degli UFO ma, principalmente, sono stati testimoni di avvistamenti: generali, piloti e funzionari governativi. Ora, però, nella prefazione di questo libro, scritta per l’appunto da John Podesta, si sostiene l’ipotesi di L. Kean nel desiderio di creare una vera e propria agenzia governativa che, cooperando con tutte le nazioni del mondo, in modo particolare quelle che hanno iniziato la pubblicazione degli X-Files, dovrebbe essa stessa diventare lo strumento del Disclosure mondiale, gettando così le basi per ampliare al massimo la conoscenza del problema.

Wilburn Allen’s Question

Fin qui, insomma, una faccenda prettamente americana, tutta abbastanza lineare nel suo intricato defluire sul pendio dell’eterno Disclosure mai compitamente realizzato poi, all’improvviso, la sterzata violenta, anch’essa tipica di una rivelazione mai del tutto compita, che fa passare Podesta dall’altare (alfiere dell’ufologia sia alla conferenza sul Disclosure del 2007 che nella prefazione del suddetto libro) alla polvere in seguito alla “Wilburn Allen’s Question“. Ovvero, Podesta ha chiesto a Wilburn “Will” Allen, ex ingegnere dell’Air Force One e quindi ex-impiegato della White House, divenuto famoso per le sue presunte foto di UFO al di sopra della Capitol Hill o Collina del Campidoglio, di “To cease (Pro. sìs) and desist”, ovvero di porre termine alla propria attività divulgativa (visto anche il ruolo precedentemente ricoperto) e di smetterla in maniera definitiva poiché “these reports could destabilize society”, ovvero questi resoconti potrebbero destabilizzare la società.

Così facendo però, Podesta si è tirato addosso gli interrogativi dell’ufologia mondiale e tutti sono ora a chiedersi da che parte egli veramente stia. Noi del Centro ufologico ferrarese non ce lo chiediamo poiché, abituati come siamo a leggere e a tradurre le pazzesche telenovele ufologiche dei “rivelazionisti statunitensi”, ci abbiamo fatto il callo e certe questioni nemmeno più le affrontiamo poiché ne conosciamo già il capitolo finale.

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