Gemini 10: Collins e Young videro e fotografarono un oggetto enorme

Il 20 luglio 1966, nel corso della missione Gemini 10, Mike Collins e John Young videro e fotografarono un oggetto gigantesco e luminosissimo, talmente grande che lo scambiarono addirittura per una stella. Infatti, il dialogo che riporterò più avanti inizia proprio così: (Pilota Mike Collins) “Ehi! Vedo le stelle! No, vedo un Bogey! . Dai un’occhiata qui, John!”. (Base di Houston) “Recuperate la concentrazione in quella cabina!”. (Mike) “Guarda, c’è una luce laggiù! John, riesci a vederla? Puoi sbirciare intorno? C’è una luce…”.

MICHAEL COLLINS

Michael Collins è nato a Roma, in via Tevere n° 16, il 31 ottobre 1930 poiché il padre, in quel momento, era impiegato presso l’ambasciata statunitense in Italia. Si è formato presso l’accademia militare di West Point ed è stato selezionato dalla NASA nel 1963 dopo aver collezionato oltre quattromila ore di volo. Nel 1966 si è trovato a volare con John Young sulla navetta Gemini 10 raggiungendo la quota di 475 miglia e compiendo anche una piccola passeggiata spaziale. Successivamente ha partecipato alla missione Apollo 11 ed un cratere lunare porta il suo nome.

JOHN YOUNG

John Watts Young è nato a San Francisco (California) il 24 settembre 1930, è stato il nono uomo a camminare sulla Luna ed è stato l’unico astronauta americano a volare con i moduli Gemini, Apollo e Space Shuttle. Ha studiato la tecnica del volo al Georgia Institute of Technology, quindi si è arruolato nella Marina statunitense. In seguito è diventato pilota ed ha volato su arei da combattimento per quattro anni. La NASA lo ha scelto nel 1962, inserendolo nel secondo gruppo di astronauti e due anni dopo gli è stato conferito il grado di “primo pilota” delle capsule Gemini e nel 1966 quello di comandante della missione Gemini 10.

LA MISSIONE GEMINI 10

La missione Gemini 10 iniziò il 18 luglio 1966, dapprima con il lancio del satellite Agena GATV-10, montato su di un razzo vettore Atlas-Agena, quindi col lancio della capsula Gemini 10 mediante un razzo Titan. La prima parte dell’operazione consistette nell’avvicinamento al satellite AGENA e riuscì perfettamente il previsto aggancio. Ciò consentì di effettuare per la prima volta la manovra di accensione del propulsore dell’AGENA e spostare la Gemini 10. Successivamente si procedette al secondo esperimento consistente in una missione extraveicolare. Mike Collins uscì dal modulo e, rimanendo in piedi, fotografò sia la Terra che le stelle.

IL MISTERO IN VOLO

Anche qui, per tentare di capire che cosa sia realmente accaduto dopo quasi un’ora di volo, è necessario partire dal commentario NASA della missione Gemini 10 o “Gemini X voice comunications“, rilasciato il 10 marzo 1988. Partirò dal minuto incriminato, ovvero dal minuto 00:59:32, alla pagina 29.

COMMENTO ORIGINALE

In quel momento, Michael Collins aveva appena finito di osservare lo spazio esterno dall’oblò e gridò al compagno di aver visto qualcosa di incredibile. Dalla base ascoltarono il dialogo ed imposero ai due di recuperare la concentrazione nella cabina. Nel riportare la seguente relazione si tenga presente che diverse parole erano illeggibili e le ho riportate secondo il buon senso, … ma potrei anche aver trascritto qualche parolina in maniera errata, purtroppo. Guardate quindi alla sola sostanza.

PAGE 29
00:59:32 – P- Hey, I see stars! No, I see a bogey. Look out here, John.
00:59:36 – C – You get your head hack in that cockpit!
00:59:37 – P – Look! There’s a light up there. John, can you see … can you yaw around, there’s a light
00:59:43 – C – We don’t have any trouble, we don’t have any time to fool with it now.
00:59:48 – P – I see a big bright light out there, I tell you! John, Mark the time. Is the voice tape running?
00:59:55 – C – Yes.
00:59:56 – P – Okay. Whatever time it is here.
00:59:59 – C – You don’t have to even look at it.
01:00:00 – P – Where I am, at 1 hour get we got a bright object. Looks like a planet or something – looks like it’s in orbit with us. Looks like it’s in a higher orbit and going the same way.
(SINTESI – Collins disse di vedere un “Bogey“, ed invitò Young a controllare, ma dalla base di Houston dissere di rimanere concentrati in cabina. Collins continuò ad essere eccitato da ciò che vedeva ed invito nuovamente Young ad osservare quella luce. Collins disse chiaramente: “Ti dico che vedo una grande luce là fuori“. Quindi invitò caldamente Young a segnare prima l’orario dell’avvistamento e quindi ad accertarsi che il registratore stesse lavorando. Quella luce che stava vedendo assomigliava ad un pianeta o a qualche cosa che, comunque, era in orbita con loro ed andava, per giunta, nella medesima direzione.)

PAGE 30

01:00:11 – C – It’s the booster.
01:00:12 – P – Now it’s just – now it’s still ahead of us; it’s ahead of us slightly.
01:00:17 – C – Well, if the booster is lower than we, it’s off.
01:00:20 – P – … cause you know John is a meany and I won’t let me look, but it’s out at high, 1 o’clock high, ahead of us and higher then we are.
01:00:28 – C – Okay.
01:00:29 – P – And all I’m doing is pushing 95 on voice track.
01:00:32 – C – Okay.
01:00:33 – P – It went up to about 145. Now it’s back down.
01:00:36 – P – Oh golly, that’s incredible: I can’t get over the beauty of it.
01:00:41 – C – Don’t you look out the window!
01:00:42 – P – (Moan) What a slave-driver, John.
01:00:45 – P – Sun’s in my eyes. I need the window shade, that’s what I need, believe it or not … I say. The sun’s in the eyes and you can’t push out the …
01:01:04 – C – I love the … Coming back down to a 100. See, it went up – started at … went up to 145.
01:01:12 – P – It did?
01:01:13 – C – Yes, so beautiful … it looks like until we get …
01:01:19 – P – Yes. Baloney to me.
(SINTESI – Ad un certo punto, vista l’assenza di ipotesi dalla base, Collins giunse ad ipotizzare che si fosse potuto trattare del booster del Titan, ma dalla base si stancarono delle ipotesi ed imposero di non guardare fuori dall’oblò.)
PAGE 45
01:38:49 – P – Well, man, look at those: They’re beautiful! What’s that flashing on the right? Is that the Agena? See it flash? What? John, do you see what I see?
01:39:01 – C – Yes.
01:39:03 – P – What the heck is that? (NdR – Che diamine è quello?)
01:39:05 – C – I don’t know.
01:39:13 – P – I see- is this tape recorder still running?
01:39:14 – C – Yes. I don’t know what those are.
01:39:28 – P – Okay. They’re at 12 o’clock; the time on it is 01:39:00 and they are directly ahead. They appear to be coaltitude and there are two extremely bright stars – I’d say about 1 degree apart. The one on top is slightly to the left of the one on the bottom, and about a degree below those two there is a flashing light, a smaller magnitude light which is visible all the time and which periodically flashes. There went flash, Mark; flash, Mark!
01:39:49 – C – Oh, I can’t – there’s no telling what they are.
01:39:53 – P – It’s really weird. And when I first saw those I could sees unlight; I could see the earth lit by sunshine down in the lower right of the windows and the Spacecraft nose is still in the light. And I see these two bright objects dead ahead. See those, John?
01:40:11 – C – Yes. Think we ought to report to the ground? No, let’s not.
01:40:14 – C – Those aren’t stars. Can’t be.
01:40:18 – P – Why don’t you report it? Tell them what you see. See what they say.
01:40:20 – C – This is Gemini X, Houston. We have two bright objects up here in our orbital path. I don’t think they are stars; they look like we are going right along with them.
(SINTESI – Ad un certo punto, Collins si accorse di una cosa nuova: alla destra della navetta apparve una luce lampeggiante ed egli ipotizzò che si fosse potuto trattare del razzo vettore ATLAS- AGENA di cui sopra. La cosa lo spaventò e chiese nuovamente a Young conferma di ciò che stava vedendo. Young confermò!
Frattanto, alla base di Houston dimostrarono tutta la loro ignoranza su ciò che stava accadendo lassù e chiesero, loro che dovevano dare delle spiegazioni (Sic!): “Che diamine è quello?“.
Ovviamente, i due poveri astronauti ne sapevano ancora meno di loro e risposero di non saperne nulla, ma confermarono che la luce era come composta da due brillanti stelle. Quella superiore era lievemente spostata un po’ più a sinistra rispetto all’altra e comunque sotto a quelle due luci vi era una luce pulsante. Collins confermò di non capirci niente ma poi fece un’importante osservazione: vide la terra illuminata dal sole, guardando in basso a destra dagli oblò ed il muso della navetta Gemini era ancora illuminato. Poi guardò le due luci e disse che erano esattamente davanti a loro.
Poi, visto lo scetticismo di Houston, dopo aver chiesto conferma a Joung di quell’imbarazzante presenza, gli disse: “Pensi che dovremmo riferire al suolo?“. E la sua triste risposta fu: “No, è meglio di no!“.
Ma di nuovo il dubbio rispetto a ciò che stavano vedendo i suoi occhi: “Quelle non sono stelle. Non può essere!“. Quindi, con uno scatto di orgoglio proveniente non solo dallo scienziato che aveva rinchiuso nel suo cervello ma anche dalla certezza che i suoi occhi stavano trasmettendo alla sua mente gridò nuovamente ai colleghi della base di Houston: “Questa è la Gemini X, Houston. Quassù, nel nostro percorso orbitale, abbiamo due oggetti brillanti. Non penso che siano stelle! Sembra che stiamo andando nella medesima direzione!)
PAGE 46
01:40:32 – CC – Roger.
01:40:34 – CC – Gemini X, Houston.
01:40:36 – C – Gemini X. Go.
01:40:40 – CC – Roger. Your ascent solution is NO-GO. The TPI‘s about 9 seconds early- 9 minutes early. And coellipticity is approximately 9 miles. (NdR – La sigla TPI sta a significare “Terminal Phase Initiate”, ovvero “Inizio della fase terminale”)
01:40:42 – C – Roger. The ascent solution is NO-GO.
01:40:44 – CC – Roger.
01:40:46 – C – TPI is about 9 minutes early and the Coellipsis is approximately 9 miles.
01:40:52 – C – Roger.
01:41:00 – CC – Where are the objects from you?
01:41:02 – P – What did he say?
01:41:06 – C – I don’t know.
01:41:07 – CC – If you can give us a bearing, maybe we can track them down.
01:41:11 – P – John, you want – –
01:41:13 – C – They just disappeared. I guess they were – they were satellites of some kind.
01:41:19 – P – … Sun is shining – –
01:41:20 – C – Satellites of some kind.
01:41:21 – CC – Roger.
01:31:24 – P – Want to try this thing again.
01:41:27 – C – Oh, don’t tell me!
01:41:29 – P – Yes.
01:41:31 – C – Did you get it?
(SINTESI – Poiché stava per iniziare la fase terminale della missione, dalla base di Houston chiesero se lassù stessero ancora vedendo le due luci e Collins confermò che erano scomparse e si fece assalire dal dubbio che si fosse anche potuto trattare di … “satelliti sconosciuti” o qualcosa di simile. Purtroppo, stava per prendere sempre più forma quel lavaggio del cervello a cui furono sottoposti tutti gli astronauti americani e che scopriremo solo alla termine di questa conversazione, in una tristezza senza fine.)
PAGE 47
01:41:50 – C – Heck, we can’t stop to fool with it. We have to do this Orbit Determination.
01:41:54 – P – That’s right. All right. I want to get this in the center of my desk.
01:42:01 – C – Okay. At 01:44:00 it’s a dummy star.
01:42:06 – P – Yes. It’s all set up, all you do is push the Start Comp.
01:42:10 – C – See anything that glows?
01:42:12 – P – No.
01:42:15 – P – Now we are going to look for a …
01:42:29 – C – Oh.
01:42:46 – P – Look at that horizon, John, that’s fast! See what I mean with that under there!
(SINTESI – Dopo la triste ipotesi indotta del satellite sconosciuto … una nuova ipotesi di Collins: “Forse si era trattato di una stella fittizia!”. E come una goccia arrivò da Houston la nuova sarcastica domanda: “Vedete qualcosa che brilla? Ma non c’era più nulla che brillasse lassù. Tutto era finito. Rimaneva solo il ricordo di un incredibile avvistamento, fortunatamente filmato dalle apparecchiature di bordo, con buona pace del sempre più triste mondo cicapino.)
PAGE 135

23:50:29 – C – Roger. Have you been reading our conversations? Over.

23:50:34 – CC – Yes. We’ve been following your conversations.
23:50:36 – C – Okay. Don’t forget to censor them before you release them.
23:50:45 – CC – Say again your last.
23:50:52 – P – Read_, John?
23:50:53 – C – Roger.
23:50:54 – P – Mark it. Number 17.
23:50:57 – C – Okay. 23:15, that would be 23:37.
(SINTESI – E dopo il dubbio sul possibile razzo Titan, il dubbio del possibile satellite sconosciuto o di qualcosa di simile ad una stella, arrivò nella mente di Collins un terzo dubbio: la registrazione della sua conversazione. Ora stava prendendo il sopravvento il suo futuro nell’astronutica e chiese a Houston se avessero letto le loro conversazioni. La risposta fu affermativa … e sarcastica: “Abbiamo seguito le tue conversazioni!”. Udito il tono della risposta, Collins chiese mestamente: “Non dimenticate di censurarle prima di rilasciarle”. Stava prendendo il sopravvento in lui il suo futuro alla NASA.)
Caro lettore, sei giunto alla fine di un fatto realmente accaduto a due astronauti veri, di quelli con più lauree, di quelli che sono stati militari di prima grandezza, di quelli in prima linea di fronte al nemico, di quelli con le palle, di quelli col cervello sulle spalle, di quelli pronti ad ogni evenienza, di quelli senza paura tipici della filmografia americana. Bene, anche loro, nonostante tutta la scienza e la conoscenza presente nelle loro menti, alla fine hanno dovuto cedere alla dura realtà imposta fin dall’inizio dalla NASA: “Lassù non c’è nulla e se anche ci fosse qualcosa, nessuno lo dovrà sapere. La carriera viene prima di tutto ed il rispetto per la bandiera americana viene addirittura prima”. Punto. E ci dovevamo forse aspettare qualcosa di più dalla NASA?

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