UFO su Ferrara: 1984 – 1995

balloons2007In questo settore sono riportati gli avvistamenti di Oggetti Volanti Non Identificati, di cui abbiamo avuto notizia, che vanno dal 1984 al 1998, ed è quindi qui compreso anche il famoso avvistamento della gigantesca astronave aliena di Vigarano Mainarda, da parte di ben quattro testimoni adulti, tutti stimati profesionisti locali. OVNI, questa è la terminologia tecnica con cui i nostri militari dell’Aeronautica Militare Italiana si ostinano ancora a definirli, ma che noi, per comodità, chiameremo semplicemente con l’acronimo di risonanza mondiale “UFO” (Unidentified Flying Object), ovvero “Oggetto volante non identificato“, con cui si indica un oggetto volante misterioso, la cui forma e le cui dinamiche di volo non sono afferibili ad alcunché di noto in campo aeronautico.

Poggio Renatico: UFO accanto a due F-104

poggio-renatico-2giugno1984Il 2 giugno 1984 il signor G. M. stava viaggiando da Poggio Renatico verso Ferrara quando, quasi giunto alla periferia della città, ma ancora nel proprio territorio comunale, vide un oggetto fermo in cielo. Si fermò ad osservarlo con curiosità e stupore per circa mezz’ora, ma l’oggetto non sembrava muoversi. Ad un certo punto arrivarono due F-104 dell’Aeronautica Militare Italiana e incredibilmente… l’oggetto si allontanò ad una velocità elevatissima e scomparve. I due aerei non si allontanarono immediatamente, ma continuarono a presidiare quella zona di cielo ancora per un po’, compiendo alcune virate.

Vigarano Mainarda: enorme astronave

Riportiamo la dichiarazione ufficiale dell’avvistamento da parte di due dei quattro testimoni

vigaranomainarda-27-set-1986“Era il 27 settembre 1986 e mia moglie era incinta di sei mesi del nostro primo figlio. Quel sabato sera avevamo deciso di trascorrerlo con i nostri amici di Ferrara, con i quali avevano programmato una visita al centro storico di Bologna. Ci eravamo così preparati per tempo e poco dopo le 21,00 eravamo già in strada poiché avevamo l’appuntamento verso le 21,30. La sera era serena ed il cielo luccicava di stelle, ma della Luna non ricordo nulla. Giunti all’altezza del piezometro di Vigarano Mainarda, situato ad una cinquantina di metri dal vecchio Mobilificio Mobili Dondi, rimanemmo senza fiato. Davanti a noi, al di sopra di qualche centinaio di metri del tetto del mobilificio suddetto, c’era un’autentica astronave aliena: sembrava che se ne stesse immobile.

Guardando dall’interno dell’auto, subito ci impressionarono le mastodontiche ali che, viste dal di fronte, sembravano due enormi antenne che si restringevano alla sommità. L’edificio nel disegno rappresenta in maniera proporzionale la realtà di quella sera: esso è lungo poco più di cento metri, è largo circa venti e quelle ali erano di gran lunga superiori alla lunghezza del mobilificio. Fummo poi colpiti dal gran chiarore che l’UFO emetteva tutto attorno alla sua superficie: era come se il metallo di cui era rivestito lo facesse risplendere di luce propria.

Negli anni che seguirono, io e mia moglie dibattemmo a lungo di quale avesse potuto essere l’effettiva quota dell’astronave e così, alla fine, venne raggiunto un compromesso: stimammo una quota compresa fra i 200 ed i 300 metri. Ora, osservando attentamente il disegno, si dovrà fare un calcolo: le dimensioni reali andranno rapportate all’altezza stimata e questo perché, pur da lassù, dava l’idea di essere assai più lungo del mobilificio sottostante!
A quel tempo avevo 34 anni e, da tempo, facevo l’insegnante di ruolo. Mia moglie aveva 25 anni e si era laureata da circa un anno. Ricordo ancora distintamente quei momenti, terribili e bellissimi ad un tempo. Gridai a mia moglie:«Guarda là. Vedi anche tu quello che sto vedendo io?» E mia moglie mi rispose:«Sì, lo vedo! Andiamo via subito, ti prego!». «Ma è un disco volante enorme! Esistono veramente!», dissi di rimando. E così lei iniziò a piangere a dirotto. Subito dopo accostai l’auto al ciglio della strada ed uscii. Attesi qualche secondo, come per prendere coraggio, poi mi guardai intorno sperando che passasse qualcuno, ma invano. Entrambi eravamo perfettamente coscienti che di fronte a noi c’era la certezza dell’esistenza degli UFO, degli OVNI, dei dischi volanti…, chiamateli un po’ come volete voi, ma il concetto rimane sempre quello: lassù esistono veramente altre civiltà assai più progredite della nostra.

vigaranomainarda-27settembre1986Pur piangendo, anche mia moglie accennò a scendere dall’auto; uscì, ma si fermò accanto alla porta e continuò a piangere intensamente anche perché in grembo aveva nostro figlio. Io, invece, non avevo certo intenzione di perdermi uno spettacolo del genere e continuai ad osservare quel gigantesco UFO che sembrava pressoché immobile poi, piano piano, iniziai ad avvicinarmi con molta cautela. Non sapevo che cosa pensare di preciso in quegli attimi ma avevo il terrore che qualcuno, da lassù mi vedesse e che mi potesse capitare qualcosa di strano. Il pensiero che però mi girava più di frequente nella mente era il seguente: “Stiamo vivendo un momento unico nella storia dell’uomo; proprio noi due abbiamo avuto il dono immenso di vedere un UFO vero e non una lucina notturna o un velocissimo bagliore diurno“.

vigaranomainarda-27settembre1986-aliQuando fui quasi sotto la verticale dell’UFO ebbi una serie di sorprese: dapprima mi resi conto che non emetteva alcun rumore e poi vidi che quella massa enorme iniziò lentamente a girare attorno al proprio asse, ad una velocità quasi impercettibile. Quando fu quasi a metà di quella “manovra di assestamento” osservai che quelle due protuberanze che all’inizio mi sembravano antenne enormi ora si rivelarono due immense ali, assolutamente lisce e di un’altezza decisamente superiore a quella della lunghezza complessiva del velivolo alieno.

vigaranomainarda-27settembre1986-oblo-alieniInfine, rimasi colpito dai tantissimi semioblò laterali: dall’interno di ogni semioblò proveniva una luce biancastra potentissima e c’erano tantissime figure umanoidi: una quarantina o, forse, una cinquantina; dietro ad ogni semioblò se ne contavano dai quattro ai sette e, visto che erano illuminate da una luce proveniente dall’interno, erano tutte scure, ma assai somiglianti nella forma fisica generale. Il loro corpo dava l’impressione di essere assai esile e filiforme, con testa rotondeggiante, braccia lunghe e sottili. Alcune figure se ne stavano ferme, come sedute, mentre altre correvano da tutte le parti ad una velocità incredibile; quello che si poteva capire era o che avevano fretta o erano assai preoccupati per qualcosa che era accaduto.

Dopo un tempo indescrivibile, che sembrò letteralmente essersi fermato tanta fu l’emozione, l’enorme astronave terminò la rotazione di 90° e si ritrovò rivolta verso il centro Radar Militare di Poggio Renatico, distante circa quattro km in linea d’aria e chiaramente visibile dal paese di Vigarano Mainarda. Così osservammo la parte retrostante dell’astronave: si vedevano molto bene dei fori giganteschi, assimilabili ad ugelli per l’energia in scarico, in numero superiore a quelli disegnati. Purtroppo non avemmo il tempo per osservarli con più attenzione poiché, dopo alcuni istanti, iniziò lo spettacolo finale. Ciò che fino ad allora era stato sospeso in aria e immobile o si era mosso in maniera lentissima, quasi impercettibile, ora stava per scomparire nel breve spazio di cinque secondi circa.
Ciò che vedemmo fu esattamente questo: si accesero tantissime luci multicolore in ogni direzione, tanto da avvolgere totalmente l’intera astronave, che subito dopo un secondo iniziò ad avanzare ad una velocità via via superiore fino ad arrivare, nel giro di qualche altro secondo, ad una velocità praticamente indescrivibile, scomparendo nel silenzio più assoluto. Riuscimmo ad avere l’esatta percezione sia dell’aumento costante ed impressionante della velocità sia della presenza di qualcosa di fortemente energetico che fuoriuscì dai giganteschi ugelli posti nella parte retrostante del velivolo alieno.

Con la scomparsa dell’UFO sembrava che la storia fosse finita lì… ma questo tempo non era ancora giunto. Infatti, pur sconvolti ci recammo a Ferrara, dai nostri amici che ci stavano aspettando, ma decidemmo di non raccontare nulla dell’accaduto e così, seppur in ritardo rispetto ai tempi prefissati, partimmo immediatamente verso Bologna. Giunti all’altezza di Altedo (BO), guardammo casualmente verso sinistra e notammo ciò che un’ora prima era a Vigarano Mainarda: ancora una volta quell’enorme velivolo era fermo sopra la campagna e ad un’altezza simile alla precedente. Capimmo così che entrambi non avevamo sognato la stessa cosa e fummo certi, nella maniera più assoluta, che tanti altri fortunati come noi avevano potuto assistere alla prova dell’esistenza degli extraterrestri.
Quella sera decidemmo di rimanere nel silenzio totale sull’avvenimento, non raccontando nulla a nessuno, per paura di essere scambiati per dei visionari, e ci tenemmo il nostro segreto per alcuni anni. Nei giorni che seguirono l’avvistamento, passammo diverso tempo a perlustrare la zona interessata dal fenomeno, nella speranza di trovare qualcosa di anomalo… ma invano. Negli anni successivi ebbi l’occasione di ricoprire un importante incarico pubblico ed iniziai, così, a raccontare l’accaduto a diverse persone… ma sembrava non interessare a nessuno”.

Casumaro: un UFO sui campi

casumaro-giugno1995Una mattina di giugno del 1995 il signor G. M., di professione scavatore, stava recandosi al lavoro come era solito fare ogni mattina e tutto sembrava tranquillo. Egli non immaginava certo che cosa sarebbe accaduto di lì a poco. Era partito da casa solo pochi minuti prima e giunto in prossimità del ponte sul Cavo Napoleonico, nel tratto compreso fra Mirabello e Casumaro, decise di rallentare un po’ perché, com’era solito fare ogni mattina, era intenzionato a rivolgere uno sguardo veloce lungo le sponde per vedere se ci fossero dei pescatori: era una sua passione. Guardò anche l’orologio per rendersi conto dell’ora: erano le 7.30 esatte. Così alzò lo sguardo, lo rivolge verso sinistra e vide qualcosa di inatteso e sconvolgente: là sui campi già col frumento tagliato, ad una distanza di meno di un chilometro e ad una quota di circa 150 metri, c’era uno strano oggetto volante, di color grigio chiaro, che si stava spostando assai lentamente, seguendo un moto ascensionale.
Fortuna che G. M. non era solo: a quell’ora stavano passando anche altre tre persone, a bordo delle loro auto, ed anche loro, attratte da quell’inconsueto fenomeno, decisero di fermarsi. È incredibile raccontare quello che accadde in questa sperduta località della campagna ferrarese: quattro persone del tutto sconosciute fra loro, ebbero l’occasione di osservare da una distanza assai ravvicinata un vero e proprio UFO. Ebbero anche il tempo di scambiare alcune impressioni, ma solo dopo che è l’oggetto era volato via ad una velocità impressionante e senza produrre alcun rumore. Quell’UFO è infatti rimasto visibile solo per pochi secondi: forse, dopo aver raggiunto lentamente la quota di volo, scattò seguendo un volo perfettamente orizzontale, in direzione di Casumaro.
Il signor G. M., che era anche uscito dal suo velivolo per meglio osservare l’incredibile situazione, successivamente tentò di dare una dimensione a quella specie di sfera metallica, sormontata da una qualcosa simile ad una cupola: fa letteralmente impressione sapere che ne quantificò la grandezza in soli 30 cm. Supponendo che non fosse né una sonda militare terrestre né, tanto meno, una aliena, viene spontaneo, a questo punto, chiedersi quanto saranno mai stati grandi gli eventuali alieni che si sarebbero potuti trovavano al suo interno visto che quell’oggetto era chiaramente mosso da una forma di vita intelligente.

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